Fondata nel 1973, Transpack è stata una delle
prime imprese nel settore dell’imballaggio
industriale del legno ad assumere un’organizzazione
di tipo industriale. Le nuove esigenze di mercato,
in conseguenza dello sviluppo dell’export del
Paese, avevano prodotto un sensibile aumento della
domanda di imballaggi. Non era più sufficiente
una mera fornitura di imballi; il cliente, visti
i crescenti volumi di produzione, necessitava di
un servizio esterno di supporto in grado di gestire
tutte le problematiche legate all’imballaggio.
Transpack ha tradotto tali cambiamenti
in una grande opportunità adottando una struttura
organizzativa estremamente flessibile e orientata al cliente
in grado di soddisfare ogni esigenza. Oggi può considerarsi
una delle maggiori organizzazioni italiane operante su
tutto il territorio nazionale, al servizio di ogni
richiesta dell’Industria, per qualsiasi operazione di imballaggio,
condizionamento, protezione di merci, macchine, apparecchiature,
interi impianti industriali, da qualsiasi provenienza per
qualsiasi destinazione del mondo.
1973 anno di fondazione: su iniziativa di un gruppo di
persone provenienti dal
settore dell’imballaggio,
nasce nel padovano Transpack Srl piccola realtà artigianale
di imballatori operante per conto della clientela
locale;
1988 nuova sede:
nuovo stabilimento di Brugine (Padova), l’azienda
adotta una struttura di tipo industriale;
1991 trasferimento della sede: da
Brugine (Padova) a Piove di Sacco (Padova), raddoppia l’area
produttiva;
1994 nuova
forma giuridica: Transpack diviene Società per
Azioni con un capitale sociale di 1000000
di euro interamente versato;
1996 apertura
filiale: apre Transpack Trieste
con uno stabilimento a Muggia (TS). Il
nuovo polo consente
una
migliore copertura dell’area Friuli
Venezia Giulia;
1998 attività di
logistica: Transpack Spa allarga il
proprio campo d’azione entrando nel ramo
dei servizi logistici. Crea diversi
magazzini (Piove di Sacco (PD),
S.Donà di Piave (VE), Muggia
(TS)) con infrastrutture hardware e
software
di proprietà dove svolge attività di
outsourcing, gestione materiali, movimentazione,
stoccaggio, spedizione;
2000 trasferimento
sede: nuova sede di Pontelongo
(PD), maggiori spazi
di azione
tecnico-produttiva
e nuovi investimenti
tecnologici di automazione dei
processi.
MERCATO
In Italia gli imballaggi
industriali hanno assunto un ruolo ben definito, nel tessuto
produttivo nazionale, dopo la fine della
seconda Guerra Mondiale: più precisamente tra la
fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta.
Infatti, il marcato processo di industrializzazione
postbellico e la costituzione delle prime organizzazioni
commerciali ad esso strettamente connesse hanno
consentito quasi da subito l’effettuazione
delle prime importanti esportazioni di macchinari
e impianti industriali.
Questo non significa che l’imballaggio
non fosse precedentemente utilizzato e prodotto. La sua
storia, infatti, comincia con le primissime necessità degli
uomini e con i mutui scambi dei loro prodotti: in assenza
di altre specifiche e valide esigenze, oltre a rappresentare
una tipologia di contenitore generalizzato e di piccole
e medie dimensioni, era impiegato quasi esclusivamente
per il trasporto di materiali e manufatti a livello nazionale.
Il sistema operativo, inoltre, non era posto a supporto
di un Sistema Imballo, come lo è stato a partire
dagli anni Cinquanta.
Ciò premesso, analizzando la storia dell’imballaggio antesignano
dell’imballaggio industriale, si rileva che uno dei contenitori
che ne hanno caratterizzato l’operatività e che, dagli
anni Trenta fino ai primi anni Cinquanta, ha dato origine ad una ben
identificata e tuttora identificabile categoria – quella degli
imballatori (figura professionale del Sistema Imballo) – è stata
la “balla di tela juta”. E’ riconducibile a questa
tipologia di contenitore la figura dell’imballatore (termine
derivato dal verbo imballare, confezionare in balle, nel senso mercantile
di “balla”, ossia collo di mercanzia).
I dati relativi al 2002 mostrano come, in Italia, il settore
degli imballaggi industriali annoveri circa 6500 imprese, che occupano circa
100000 addetti. Solamente il 34% di queste imprese ha una forma giuridica
diversa da quella artigianale. Le principali tipologie produttive sono
costituite da imballaggi industriali di legno, pallet e imballaggi
per prodotti ortofrutticoli. I settori di destinazione finale sono
prevalentemente manifatturieri.
L’efficacia degli strumenti e delle tecniche indirizzate all’imballaggio
contribuisce a determinare l’efficienza della produzione, della
conservazione, del trasporto e del marketing nei settori che utilizzano
questo prodotto e concorre, indirettamente, alla creazione di valore,
diventando per alcune aree di business, un fattore critico di successo
.
Gli imballaggi industriali rappresentano un “sistema di gestione
specializzato” e la loro caratteristica peculiare è relativa
alla predisposizione delle aziende operatrici del settore a gestire
il servizio d’allocazione dei prodotti nei contenitori all’uopo
progettati. La caratteristica distintiva dei contenitori è invece
relativa all’attitudine di questo tipo di imballaggio a contenere
prodotti industriali, soprattutto macchinari e impianti in genere,
non ai criteri o ai procedimenti attuati per la sua realizzazione.
La figura professionale di riferimento, depositaria dello stato dell’arte, è l’imballatore.
Gli imballaggi di legno e cartone assimilabili alla tipologia di prodotto
definita dalle normative UNI come “imballaggio industriale”,
poiché utilizzati per soddisfare le esigenze e i requisiti previsti
dal “Sistema Imballo”, sono i contenitori (casse o gabbie)
ad ossatura di legno e i contenitori in cartone pesante. Tali imballi
sono appositamente progettati sulla base di ipotesi progettuali predefinite,
realizzati di volta in volta secondo esigenze specifiche, in singole
unità o in piccola serie, in quanto destinati a contenere materiali
e manufatti di piccole e grandi dimensioni associati, in caso di bisogno,
a ”imballaggi di supporto operativo al trasporto”.
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