Un’azienda
che decide di avviare un processo di esternalizzazione
deve svolgere una seria attività “prodromica”.
Innanzitutto deve operare una preventiva “analisi strategica
iniziale” attraverso la quale individuare con chiarezza
e precisione le attività di core business e quelle
che, invece, possono essere affidate alla gestione di terzi.
Il passo successivo consiste nella definizione delle aspettative
prestando attenzione, soprattutto, al costo che in quel momento
si sostiene per lo svolgimento delle attività che
s’intende esternalizzare e quello che si sosterrebbe
affidando le stesse alla gestione di terzi. E' indiscutibile
che il rapporto che intercorre tra cliente ed outsourcer è un
rapporto di partnership, nel quale entrambi sono ugualmente
interessati ad avere successo ed a migliorarsi in continuazione.
Vi è di più. Tanto l’utente quanto l’outsourcer
dovrebbe individuare al proprio interno un process owner
(responsabile del processo) al quale affidare il compito
specifico, tra gli altri, di tenere sotto controllo l'andamento
del contratto. Il process owner emetterà quindi rapporti
periodici, nel quale evidenzierà attraverso degli
indici lo scostamento rispetto ai risultati attesi, e le
eventuali azioni correttive intraprese. Il process owner
dell'azienda cliente riceverà questi rapporti, si
interfaccerà con l'outsourcer ed informerà l'azienda
sull’andamento del contratto.
L’identificazione del partner è sicuramente
la fase più importante e delicata dell’intero
processo di “allocazione” poiché solo
l’oculata scelta di un valido outsourcer permetterà all’azienda-cliente
di liberarsi positivamente del “non core business”.
La scelta, tra più partner, sarà effettuata
utilizzando determinati parametri: innanzitutto l’affidabilità dell’outsourcer,
la competenza (soprattutto tecnica), la flessibilità contrattuale,
la tempestività degli aggiornamenti, eventuali precedenti
collaborazioni ed ubicazione (nell’ipotesi in cui sia
l’outsourcer a fornire i locali).
L’outsourcer scelto per amministrare i servizi esternalizzandi
dovrà possedere competenza e strumenti necessari a
fornire la qualità e l’affidabilità desiderate.
Il contratto stipulato con un outsourcer, difatti, implica
non solo la semplice erogazione di servizi ma la responsabilità del
progetto servizio nel suo complesso.
Altrettanto importante la fase transitoria di trasferimento
della gestione. È il passaggio più delicato
in quanto cliente ed outsourcer iniziano a collaborare supportati,
in questa fase, dal personale interno che esplica il suo ”effetto
cerniera”, mentre il personale esterno (cioè quello
dell’outsourcer) inizia a comprendere la nuova realtà aziendale
nella quale dovrà integrarsi.
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